lunedì 6 luglio 2015

Lettera ad un figlio che non conoscerò mai

Caro figlio,
Sono tuo padre, il padre che non hai mai conosciuto, il padre che non hai mai avuto. Il padre che non ti ha mai accompagnato a vedere una partita di calcio, il padre che non ti ha mai insegnato a dare un pugno, ad attaccare bottone con la ragazza più carina della tua classe, un padre inesistente.
Devi scusarmi di tutto questo, di tutto il male che indirettamente ti ho fatto, di tutti i vuoti che ti ho lasciato, di tutte le domande, domande senza risposta.

Ora tu sarai già un ometto, capirai che certe cose non si possono evitare, vanno affrontate. Io le ho affrontate ed ho perso, non sono riuscito a vincere le mie paure, le mie battaglie.
Ma ciò non vuol dire che anche tu debba arrenderti; no, non lo devi fare, mai e poi mai.
Non fermarti mai, non guardare dietro, ma sempre avanti, corri figlio mio, corri.
Vola, realizza i tuoi sogni, raggiungi i tuoi obbiettivi, tutto quello che io non ho mai potuto fare, o forse, non sono mai riuscito a fare.
Salta figlio mio, spazza i problemi come sono sicuro riuscirai a fare e non abbatterti se loro rimarranno lì; chiama qualcun altro che ti aiuti.
Ora so che tu mi penserai, ed anche se probabilmente mi odierai per questo, io ti ho pensato spesso.
So di non essere stato un padre modello, di non essere stato presente nella tua vita, ma.. Non ho giustificazioni.
Spero tu riesca a raggiungere tutto ciò che si può raggiungere, anche senza il mio aiuto.
Come sta mamma? E' sempre stata una donna forte, una donna coraggiosa.
Tu sei un ragazzo fortunato ad avere una madre del genere, come lo sono stato io ad averla, anche se per poco.
Vorrei solo poterti abbracciare, ma probabilmente quando leggerai questa lettera io non ci sarò, più.
Sempre in gamba ragazzo, anche le più brutte tempeste prima o poi finiscono, il sole deve avere il suo spazio.
Tuo padre

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